La soluzione
Eddibot fa tre cose, nell'ordine in cui capitano davvero: trova, convince, chiude.
Trova. Gli si dice un settore e una zona, per esempio i fioristi fra Soncino e Orzinuovi, e lui va a prendersi l'elenco delle attività che ci sono. Poi le ordina: in cima finiscono quelle che si riescono a contattare e che un sito non ce l'hanno ancora, che sono le uniche per cui vale la pena alzare il telefono. Di notte ricontrolla e aggiunge quelle nuove, così la mattina l'elenco è già aggiornato.
Convince. Prima di scrivere a qualcuno, apre il sito che ha adesso e lo carica come lo caricherebbe un cliente. Misura quanto ci mette, guarda se si vede bene dal telefono, se Google lo trova, con cosa è stato costruito. Ne esce una scheda con i problemi veri di quel sito, e da lì la prima email parla di loro invece che di noi.
Chiude. Il preventivo si compone dal listino ed esce già in PDF, le email e gli appuntamenti restano attaccati alla scheda del cliente, le ore si segnano mentre si lavora. Quando si riapre una trattativa ferma da due mesi, c'è scritto tutto quello che ci si era detti.
Sotto c'è il programma vero e proprio: un archivio unico invece di dieci file, le persone che entrano ognuna con i suoi permessi, e le cose ripetitive che si fanno da sole mentre nessuno guarda. Si apre da qualsiasi browser e si installa sul telefono come un'app, perché metà di questo lavoro si fa fuori dall'ufficio.
È anche il motivo per cui oggi i gestionali sono uno dei servizi che offriamo: prima di proporlo a qualcuno ce lo siamo costruito per noi, e lo usiamo tutti i giorni.
Una nota sulle schermate qui sotto: arrivano dall'installazione di prova, quella su cui il programma viene provato prima che le modifiche vadano in uso. Per questo i contatori sono a zero e i nomi delle aziende sono oscurati. I dati veri stanno sull'installazione con cui lavoriamo, che non si fa vedere.